XXXI.

By Giacomo Leopardi

Tenera, fresca, verde e fiorita erba,

Che tra le frondi tue chiudi el corallo,

L'oro, le perle, i rubini e 'l cristallo

Che 'l ciel per altro sol là su si serba.

Qual mio peccato me te fa sì acerba,

Qual colpa mia, qual merito, o qual fallo?

Certo colui che sai tu t'è vassallo

E sol per quel tesor sei sì superba.

Ma se zephiro tuo te rinovelli

Ogni altra volta quando te nascondi,

Per Boreas tuo inimico e per lo gielo.

Deh! piega un poco tue tenere frondi

E mostrame quegli occhi santi e belli,

Anzi le stelle invidïose al cielo.