XXXI

By Lorenzo de' Medici

Que' begli occhi leggiadri, che Amor fanno

potere e non poter, come a lor piace,

m'han fatto e fanno odiar sì la mia pace,

che la reputo pel mio primo affanno;

né, perch'io pensi al mio eterno danno

e al tempo volatile e fugace,

alla speranza ria, vana e fallace,

m'accorgo ancor del manifesto inganno.

Ma vo seguendo il mio fatal destino;

né resterò, se già madonna o morte

non mi facessin torcere il cammino.

L'ore della mia vita o lunghe o corte

a lei consecrate ho, perché 'l meschino

cor non ha dove altrove si conforte.