XXXI

By Ludovico Leporeo

Oimè, di Milla m'è fuggito il merlo,

E tra i lauri mi par d'udir pipirlo;

Temo che fier arcier vada a ferirlo,

O ne le panie o nei lacciuoi tenerlo.

Quando verrà la bella a risaperlo,

Che farà?che dirà?Non so ridirlo;

Ben so che fuggir vo' qual vento sghirlo,

Se non m'aita Amore a riaverlo.

Spandete, amici, a la pantiera l'orlo,

Toccate il fischio per costà ridurlo,

Ché ne la gabbia d'oro abbia a riporlo.

Se non, io strido, mi conquido, ed urlo;

Arrestarò de la mia vita il corlo,

E rimarrò di ria follia matturlo.