XXXI

By Pietro Bembo

Nei vostri sdegni, aspra mia morte e viva,

s´io piango e sfogo in voci alte e dolenti,

tal voi risguardo avete a´ miei lamenti,

qual rapido torrente a letto o riva.

S´io taccio, l´alma, d´ogni speme priva,

brama che ´l nodo suo tosto s´allenti,

certa ch´alor di voi le nostre genti

– Ancise il suo fedel mentre e´ fioriva, –

diranno; e già non sete voi sì vostra,

com´io, da che primier vi scorsi e dissi:

– Questa è lo specchio e ´l sol de l´età nostra .-

E ´n tante carte poi lo sparsi e scrissi,

che, s´a mia voglia ancor poco si mostra,

pur saprà ogniun, ch´io mori´ vostro e vissi.