XXXII. - La canzona del signor della Cavallina

By Bernardo Giambullari

Ogni dama pellegrina

che nel cor sente d'amore,

lieta venga a fare onore

al signor della Cavallina.

Gli è venuto quel bel mese

che rallegra tutt' e cori

e riveste ogni paese

d'erbe, frutte, fronde e fiori:

maggio pien di dolci odori

pe' giardini e pe' boschetti,

dove canton gli uccelletti

notte e dì, sera e mattina.

Vuolsi far festa di maggio,

perché gli è degno d'onore;

non è loco sì selvaggio

che non sia pien di splendore.

Escon de' boschetti fore

gli animali alla foresta:

per amor facendo festa,

l'un con l'altro s'avvicina.

Pien d'amore e d'allegrezza

siàn venuti a visitare

qui la vostra gentilezza

per far tutti rallegrare,

e cerchiàn di maritare

queste nostre damigelle,

chi volesse una di quelle,

o vuol grande o vuol piccina.

Chi ha 'l cor magno e cortese,

or dimostri il suo valore.

No' vogliàn mutar paese

col magnifico signore.

Qual di voi brama l'onore

non aspetti più parole.

Or presenti quel che vuole,

perché 'l sol ratto cammina.