XXXII. - La canzona del signor della Cavallina
Ogni dama pellegrina
che nel cor sente d'amore,
lieta venga a fare onore
al signor della Cavallina.
Gli è venuto quel bel mese
che rallegra tutt' e cori
e riveste ogni paese
d'erbe, frutte, fronde e fiori:
maggio pien di dolci odori
pe' giardini e pe' boschetti,
dove canton gli uccelletti
notte e dì, sera e mattina.
Vuolsi far festa di maggio,
perché gli è degno d'onore;
non è loco sì selvaggio
che non sia pien di splendore.
Escon de' boschetti fore
gli animali alla foresta:
per amor facendo festa,
l'un con l'altro s'avvicina.
Pien d'amore e d'allegrezza
siàn venuti a visitare
qui la vostra gentilezza
per far tutti rallegrare,
e cerchiàn di maritare
queste nostre damigelle,
chi volesse una di quelle,
o vuol grande o vuol piccina.
Chi ha 'l cor magno e cortese,
or dimostri il suo valore.
No' vogliàn mutar paese
col magnifico signore.
Qual di voi brama l'onore
non aspetti più parole.
Or presenti quel che vuole,
perché 'l sol ratto cammina.