XXXII

By Feo Belcari

I' son la Carità, che son mandata

al successor di Pier, nostro signore,

da un suo amico e fedel servitore,

per confortarlo alla vita beata;

e sono a Roma tanto infortunata,

che io non trovo ancor chi per amore

mi guidi a' piè di questo bon pastore,

acciò ch'io possa espor la mia ambasciata.

Cagion del mio tardare è 'l miser mondo,

el qual sì poco estima la mia essenzia,

che non si cura ch'io vada in oblio;

ma tanto espetterò col cor giocondo,

che mi fia detto: «Vien nella presenzia

del nostro Cristo, in terra umile e pio».