XXXII

By Francesco Beccuti

Spieghi pur altri in queste carte e 'n quelle

gli altrui difetti e d'aretin veleno

tinga la lingua e non ritenga il freno

stato né grado a le voglie empie e fèlle;

che io sol disio le parti uniche e belle

onde madonna il volto adorna e 'l seno,

pinger cantando; ma per dirne a pieno

chiamo Apollo in aiuto e le sorelle.

— Scrivi — rispondon tutti — in lettre d'oro:

— Non veggio in terra a la tua donna eguale,

né soggetto più degno ha il nostro coro —.

Io che do lor credenza, e parmi tale,

le sue divine qualitadi adoro

né qua giù d'altro più mi giova o cale.