XXXII
Chiare fresche correnti e lucid'onde,
Verdi prati, alti poggi e boschi ameni,
Che d'amor siete e di dolcezza pieni
Per virtù di quel sol che a me s'asconde:
Sien per voi l'aure ognor dolci e feconde,
Rugiadose le notti e i dì sereni,
Né bifolco o pastor greggia vi meni,
Né man fior mai ne colga o svella fronde.
Se quella che ha di me la miglior parte
Ch'or non è meco, i suoi alti pensieri
Sola spesso con voi divide e parte,
Ad ambo qual rimasi, allor che fieri
Venti troncaro al mio legno le sarte,
Dite, e quanto i miei dì sien tristi e neri.