XXXII

By Giovanni Boccaccio

Pallido, vinto e tutto transmutato

dallo stato primier quando mi vede

la nemica d'amore e di mercede,

nelle cui reti son preso e legato,

quasi di ciò che io ho già contato

del suo valor, prendendo intera fede,

lieta più preme il cor che la possede,

indi sperando nome più pregiato.

Ond'io stimo che sia da mutar verso,

pur ch'Amor mel consenta, e biasimare

ciò che io scioccamente già lodai.

Forse diverrà bianco il color perso,

e per lo non ben dir potrò impetrare,

per avventura, fine alli mia guai.