XXXII

By Giuseppe Parini

Io di Lidia il gran Re non mi rammento,

ma, spregiator di ricche gemme e d'ori,

della mia sorte umìl vivo contento,

e non invidio a' Re gli ampi tesori.

Sol concesso a me sia la guancia e 'l mento

cosparger d'odoriferi liquori,

ed allo specchio d'un buon fonte intento

cinger il crin di porporini fiori.

L'oggi m'importa, e l'avvenir non curo:

perciò questi miei dì labili, o tu

Bacco, fien tuoi; ch'a te bevendo il giuro,

prima ch'un qualche mal mi dica: — Orsù,

Anacreonte, andiamo al regno scuro;

getta 'l bicchier; non hassi a bever più. —