XXXII

By Luigi Da Porto

Queste belle ale e questa ardente face

Ti dona Eudosio, Amore,

Poi che 'l traesti fore

Di guerra, e gli donasti eterna pace.

Era omai secco di speranza il fonte,

Che rendea verde l'orto di sua vita,

E senza rose in lui sol eran spine;

Ond'ei per dare a sé medesmo aita

O con ferro, o con laccio, o giù d'un monte

Sarìa ben corso a dispietato fine,

Come di Sapho e di Phili e di Dido

È per lo mondo il grido.

Tu, Signor, gli rendesti in larga vena

Speranza e festi piena

L'anima sua di gioia,

Tal che, perché si moia,

Non teme di morire,

Sì dolce è quel gioire

Che il suo cor sente, e che la lingua tace:

Ond'ei ti dà quest'ale e questa face.