XXXII

By Auteur inconnu

Viva, viva la potenza

d’esta diva, alma Fiorenza!

Questo nostro gran signore

di Ghinea e di Granvia

è venuto con fervore

d’esser vostra compagnia;

non apprezza signoria,

anzi vuol fama e onore,

e cavalca per amore

con sí gran magnificenza.

Cavalcare è l’arte nostra,

e vogliàn la bestia ignuda,

perché quando siamo in giostra

è piú destra e manco suda;

e se l’è di schiena cruda,

regge meglio alle percosse;

con le nostre lance grosse

dimostriàn nostra potenza.

Abbiam sotto corridore

ch’è gagliardo a maraviglia,

che in manco di du’ ore

faccián piú di dieci miglia;

se si scuote un po’ la briglia

prestamente in pié si rizza,

e così in duo lanci schizza,

ché non può aver pazienza.

Per tener la bestia sana

riposiànci quand’e’ piove:

si farebbe bolsa e strana:

se n’è viste molte prove.

Non lasciate andare altrove,

donne, questi forestieri,

ché, avendone mestieri,

serviran con diligenza.