XXXIII

By Francesco Beccuti

Quando vider sì bella, alta cagione,

consentîr tutti i sensi al mio gran male:

il desir fu presente, e la ragione

fermollo, alzando al vostro lume l'ale;

la memoria lo scrisse, e fui prigione,

e di mia libertà nulla mi cale:

ma che non sono, oimè! tacendo inteso!

pur il tutto per voi m'è dolce peso.