XXXIII

By Giovambattista Marino

Tu da me fuggi, e 'l tempo in un momento

viè più lieve di te fuggir vedrai.

Vedrò coprirsi di canuto argento

quella chioma, che l'or vince d'assai.

Vedrassi il foco de' begli occhi spento

e lo splendor de' luminosi rai;

dele labra gelar l'aure amorose,

e dele guance impallidir le rose.