XXXIII

By Giovanni Alfonso Mantegna

Or l'uscio aprite de l'eterno pianto,

occhi miei lassi al vostro mal sì pronti,

tal che, conversi in duo vivaci fonti,

dolor vi sproni a pianger d'ogni canto.

Par che voleste il sol mirar cotanto

ov'ha gli strali e i raggi Amor congionti,

tal ch'è, pur noto a fiumi, a piagge, a monti

com'in aspro languir rivolto è 'l canto;

perché quel vago, angelico splendore,

che da quei luci uscì, fu il dardo e 'l ghiaccio

ch'entrò da voi per impiagarmi il core.

Ond'io col sospirar mi struggo e sfaccio,

senza aver speme di placar l'ardore,

né che sia dal mio cor disciolto il laccio.