XXXIII

By Giovanni Boccaccio

Come in sul fonte fu preso Narcisso

da sé da sé, così costei, specchiando

sé, sé ha preso dolcemente amando.

E tanto vaga se stessa vagheggia,

che, ingelosita della sua figura,

ha di chiunque la mira paura,

temendo sé a sé non esser tolta.

Quel che ella di me pensi, colui

sel pensi che in sé conosce altrui.

A me ne par, per quel ch'appar di fore,

qual fu tra Febo e Danne, odio e amore.