XXXIII

By Giovanni Della Casa

Ben veggo io, Tiziano, in forme nove

l'idolo mio, che i begli occhi apre e gira

in vostre vive carte, e parla e spira

veracemente, e i dolci membri move;

e piacemi che 'l cor doppio ritrove

il suo conforto, ove talor sospira,

e mentre che l'un volto e l'altro mira,

brama il vero trovar, né sa ben dove.

Ma io come potrò l'interna parte

formar giamai di questa altera imago,

oscuro fabro a sì chiara opra eletto?

Tu Febo (poi ch'Amor men rende vago),

reggi il mio stil, che tanto alto subietto

fia somma gloria a la tua nobil arte.