XXXIII

By Giovanni Prati

Un vento nero, vestito di morte,

un vento nero mi spira d´intorno,

e mi contrista ogni ameno soggiorno,

e più lo fuggo, m´incalza più forte.

De l´ore liete, che fûr le più corte,

quel vento nero mi sbarra il ritorno;

né mai si cheta per lume di giorno,

anzi ogni notte mi picchia a le porte.

Ed una notte (deh! questo si faccia)

rotti i serrami, entrerà discortese

quel vento nero per darmi paura.

Ma gli dirò con aperte le braccia:

— Eccomi pronto a mutar di paese:

portami, o vento, a la mia sepoltura. —