XXXIII.

By Giuseppe Parini

Grato scarpel su questo marmo incidi

Il fausto dì quando a' miei Lari apparse

Colei che Diva de gli Adriaci lidi

Chiara fama di sé nel mondo sparse.

Scrivi qual di virtù di grazie io vidi

D'ingegno di saper luce spiegarse;

E quanta in me di puri sensi e fidi

Subita fiamma inestinguibil'arse.

Scrivi che, se da gli occhi miei fu pronta

Gli alti pregi a rapir, pur mi consola

Dolce speranza che al partir mi diede.

Ma, se poi le promesse il vento invola

D'Adria pel mar, taci i miei danni; e l'onta

Non eternar de la mancata fede.