XXXIII.

By Tullia d'Aragona

Fiamma gentil che da gl'interni lumi

con dolce folgorar in me discendi,

mio intenso affetto lietamente prendi,

com'è usanza a tuoi santi costumi;

poi che con l'alta tue luce m'allumi

e sì soavemente il cor m'accendi

ch'ardendo lieto vive e lo difendi,

che forza di vil foco nol consumi.

E con la lingua fai che 'l rozo ingegno,

caldo dal caldo tuo, cerchi inalzarsi

per cantar tue virtuti in mille parti;

io spero ancor a l'età tarda farsi

noto che fosti tal, che stil più degno

uopo era, e che mi fu gloria l'amarti.