XXXIV – Della Casa

By Giacomo Leopardi

Vago augelletto da le verdi piume,

Che, peregrino, il parlar nostro apprendi;

Le note attentamente ascolta e 'ntendi,

Che Madonna dettarti ha per costume:

E pare dal soave e caldo lume

De' suoi begli occhi l'ali tue difendi;

Ché 'l foco lor (se, com'io fei, t'accendi)

Non ombra o pioggia, e non fontana o fiume,

Né verno allentar può d'alpestri monti;

Ed ella, ghiaccio avendo i pensier suoi,

Pur de l'incendio altrui par che si goda.

Ma tu da lei leggiadri accentie pronti,

Discepol novo, impara: e dirai poi:

Quirina, in gentil cor pietate è loda.

Quel vago prigioniero peregrino,

Ch'al suon di vostra angelica parola

Sua lontananza e suo carcer consola;

E 'n ciò men del mio fero have destino;

Permesso tutto, e 'l bel monte vicino

Vincer potrà, non che Calliope sola:

Da sì dolce maestra, e 'n tale scola

Parlar ode ed impara alto e divino.

Ben lo prego io ch'attentamente apprenda

Con quai note pietà si svegli, e come

Vera eloquenza un cor gelato accenda.

Sì dirà poi: che tra sì belle chiome

E 'n sì begli occhi Amor già mai non scenda,

Questo è notte e veneno al vostro nome.