XXXIV

By Domenico di Giovanni

Se non ch'i' temo per lo 'nquisitore

ben direi che non ci è niun altro inferno

se non provar la povertà di verno,

e spezialmente a chi è goditore.

Già non vi val, a quel cotal valore,

nessuna medicina di Salerno,

ond'io cred'esser tristo in sempiterno

membrando me di cotanto dolore;

Ché, 'n questo verno pessimo passato,

della moneta mi trovai più bianco

che non è l'uovo quel dì che gli è nato.

I' ho provato già il mal del fianco

e giurovi, se non ch'i' sia impiccato,

che povertà di verno m'ha più stanco.

Vengo di vita manco,

per ch'i' non m'ho da poter sostentare,

e son forzato altrui merzé andare.