XXXIV

By Giovanni Prati

Tutte l´aure son piene, e tutti gli echi,

dell´umano lamento; e a noi la vita

facciam misera noi. Ne´ cavi spechi

con più senno la belva è partorita.

Ciechi appoggiati ad òmero di ciechi,

noi si varca per vie senza salita:

spiando ier quel che il dimàn ci rechi,

oggi un´altra ne inganna ora fuggita.

Sempre, in cerca di larve, a le men fide

corriam sognando; e, in quell´error, si piange

del proprio ben, del proprio mal si ride.

Velo al gran sogno è la parvenza nostra;

e solo il dì che la prigion si frange,

nudo il gran sogno al prigionier si mostra.