XXXIV

By Giuseppe Parini

Se di Bacco il liquor nel mio cervello

coll'ammirabil suo poter penètra,

ogni cura sen va noiosa e tetra;

già mi par d'esser ricco e d'esser bello:

e vo' cantando or questo carme or quello,

or sedendo su l'erba or s'una pietra,

e col pensier calco la terra e l'etra,

dominando il destin secondo e 'l fello.

Stia fra l'arme a pugliar pure il guerriere,

ch'io sol questo desio nel cor mi porto,

di contender tra 'l fiasco e tra 'l bicchiere.

Dammi una tazza pur, fanciullo accorto;

poichè, involto in un dolce almo piacere,

meglio è certo giacere ebbro che morto.