XXXIV.

By Giuseppe Parini

Ben ti conosco al venerando aspetto

A i tratti egregi onde sorprendi e bei,

Augusta madre mia che fosti e sei

Somma del mio pensier gloria e diletto.

Ma dove i baci, ove il soave al petto

Stringermi e il suon dell'alma voce e i bei

Detti e i consigli che guidàro i miei

Primi sensi e desiri al vero e al retto?

Ove il continuo folgorar potente

De' grandi esempi che rendean sì presto

L'animo a gir sull'orma tua lucente?

Ah vaneggiai! Subitamente desto

Dall'arte il cor fe' lusingar la mente.

Madre sei lungi: e un falso marmo è questo.