XXXIV

By Luigi Da Porto

L'arbor gentil, che mentre piacque al cielo

Fece lieti di sé gli Euganei colli,

E partendo lasciò molt'occhi molli,

E forse freddo alcun corporeo velo,

Or sopra il maggior fiume a caldo e gielo

verde si serba, e i più superbi colli

Adombra co' bei rami, ond'io già volli

L'essempio d'ogni bel pensier ch'io celo.

Dolce e vago ginevro, che al gran lauro

Or togli il primo vanto, e tua radice

Hai di là dove or sei fin nel mio core,

Il ciel ti renda sempre alto e felice

Più d'altro, e faccia andar l'ombra e 'l tuo odore

Dal Borea a l'Austro, e dal mar Indo al Mauro.