XXXIV

By Mariotto Davanzati

Io porto sempre Troia agli occhi avante

conversa in fiamme e 'n sanguinoso pianto,

la ruina di Tebe, e sotto un manto

Iocasta con Ecùba in un sembiante.

Veggo Dario, Ligurgo e Attamante,

po' Giugurta e Teseo dall'altro canto,

Anniballe a Canosa in sangue tanto,

che l'anella ne fêr pruova bastante.

Veggo turbato, fra Nerone e Silla,

Cirro di sangue disïoso e tinto,

e' giganti da' dèi morti e disparsi.

E tutto accolto insieme una favilla

non è del foco, che 'l mio core ha cinto;

e sol con morte può da morte atarsi.