XXXIV

By Torquato Tasso

La terra si copria d' orrido velo

e di gelate falde a mille a mille,

né l' acque del gran fiume eran tranquille,

e ritardava il corso al duro gielo,

quando ecco io vidi il Dio che nacque in Delo

strugger il ghiaccio e le indurate stille,

e qual gemma ch' al lume arda e sfaville

splender le nubi e serenarsi il cielo.

Mentre in altrui sì strani effetti ancora

guardava, il freddo cor sentia cangiarsi

e la nebbia sparir de' miei disdegni.

Allor grida: “Deh, che 'l bel sole ond' arsi

s' appressa, e vanno inanzi i novi segni

sì come a l' altro sol la bella Aurora”.