XXXIV.

By Tullia d'Aragona

Spirto gentil, che vero e raro oggetto

se' di quel bel, che più l'alma disìa,

e di cui brama ognor la mente mia

essere al tuo cantar caro suggetto;

se di pari n'andasse in me l'affetto

con le tue lode, onor render potria

mia penna a te; ma poi mia sorte rìa

m'ha sì bramato onor tutto interdetto.

Sol dirò, che seguendo la sua stella,

l'anima tua da te fece para,

venendo in me, com'in sua propria cella;

e la mia, ch'ora è teco insieme unita,

ten può far chiara fede, come quella,

che con la tua si mosse a cangiar vita.