XXXIV

By Auteur inconnu

No’ abbiam visto la pruova

che chi cerca sempre truova.

No’ siàn tutte consolate

che savàn sí meschinelle,

siànci bene accompagnate

e non siàn piú monacelle:

fatte siàn donne novelle,

isposate da costoro;

ognun brama argento e oro,

danar freschi e carne nuova.

Se del tempo abbiam perduto,

lo saprén ben racquistare:

no’ farén come è dovuto

il poder ben lavorare,

lo farén rivoltolare

mille volte sottosopra,

senza perder mai un’opra,

non lasciando perché piova.

Quel che si fa volentieri

non par mai che ti rincresca:

oggi ti ricordi d’ieri

e la voglia ti rinfresca;

un gran fatto è che non esca

qualche frutto qualche volta:

per istare colà sepolta

a dispetto il ben non giova.

Questo sia il fondamento,

chi entrar vuole in que’ panni:

non può esser fondamento

natural, se non v’è gli anni;

e’ son poi tanti gli affanni

per chi v’è contra suo voglia

ch’ella vive sempre in doglia:

e no’ ne siàn sute alla pruova.