XXXIX*

By Scipione Errico

Donna, mentre talor ver me volgete

Con soave saluto il dolce viso,

Vibran le luci amorosette e liete

Tra vaghi lampi un teneretto riso.

Del vano ardir di questo cor anciso,

Che tant'alto aspirò, forse ridete?

O perché al volto mio fioco e conquiso

L'alma vostra beltà scritta leggete?

Novi riti di strazio, e forme nove,

Mentre il riso cortese i petti ancide,

Il mio spirto dolente avien che prove.

Or che faranno, ohimè, gli aspri furori

Di questo empio Idol mio, s'allor che ride,

E benigno e crudel, dà morte ai cori?