XXXIX

By Agnolo Firenzuola

Sì bella la mia donna a gli occhi inanti

Mi pose Amor del sacro tempio in mezzo,

Il dì che, perch'a Dio non venga lezzo

De' nostri error, s'onoran tutti i santi;

Ch'al primo incontro suo vid'io quei tanti

Lumi, che allor per pompa o per ribrezzo

Accende il vulgo, tai restarsi al rezzo,

Quai le stelle, se 'l sol vien lor davanti.

– E tanto ponno adunque (fermo il passo,

Dissi) le cerimonie nostre in cielo,

E l'umil preci del vil peccatore

Che non si sdegni scender quaggiù basso

Celeste spirto in muliebre velo? –.

E stei, finch'ella rise, in quello errore.