XXXIX

By Benvenuto Cellini

Sì come fuor vedete i sensi frali

fra mille aspri martìr girsene a morte,

così vedessi quel gravoso e forte

duol che 'l cor ange, o ciechi egri mortali.

Surgendo come tante pene e tali

non ebbe ancor l'alma rubella in sorte,

quante port'io del Re del ciel consorte,

per levar la cagion de' nostri mali.

Diresti lagrimevole:–Oh quanto avanza

questo di fuor l'alto morire interno,

che per noi tien ne l'alma il sommo Duce!–

E quella cangeresti antica usanza,

che scorge il gioir nostro al pianto etterno,

e porta oscura notte alla mia luce.