XXXIX.

By Giuseppe Parini

Poi che tu riedi a vagheggiar dell'etra

Inclita Saffo ancor gli almi splendori,

E così dolce ancor fiedi la cetra

Ove gli antiqui tuoi spiran calori:

Se la immagin crudel te non arretra,

Dinne tu stessa i disperati amori

Onde nel mar da la Leucadia pietra

Cadesti, odiando i già sì grati allori.

Ché se i duri tuoi casi uditi altronde

Fan che tu sei tanto lodata e pianta,

Che fia l'udirli dal tuo sacro ingegno?

Ma già l'estro la invade. Ampia diffonde

Fiamma da gli occhi; e di piacer dà segno.

Ecco: l'inclita Saffo ecco già canta.