XXXIX

By Lorenzo de' Medici

Io ti ringrazio, Amor, d'ogni tormento,

e, se mai ti chiamai "crudel signore",

come uom, che guidato ero dal furore,

d'ogni antico fallir ho pentimento.

Però che quella per cui arder sento

in dolce foco il fortunato core,

degna è d'umano e di celeste onore:

e se per lei languisco, io son contento.

Oh aventurata e ben felice sorte,

s'avièn che ad un gentil signore e degno

altri serva e in lui cerchi la sua pace!

Già mille volte ho desiato morte;

pur poi resto contento a tanto sdegno,

tanto l'esser suo servo alfin mi piace.