XXXIX

By Ludovico Leporeo

Questa mole indigesta ed inconstante,

Tenebrosa, oziosa, e non vivente,

Lordura di natura, ombra del niente,

Caosso enorme de le forme amante;

Ogni essenza in potenza era davante

Che il cielo come un velo incontinente

Spiegar facesse fuor splendor lucente,

Divinità vitalità spirante.

Quivi chiuse, confuse, ed indistinte,

Giacean le cose ascose e senza impronte

D'elementi viventi, in buio tinte.

Dal poter, dal saver divino assonte

Furo l'Idee, le buone e ree distinte,

E a voi, Confusi eroi, l'opre son conte.