XXXIX

By Niccolò da Correggio

Se farmi a te pregion pria non me piacque,

fugendo como ucel l'acuto strale,

escusa a me: tu sai ch'ogni mortale

voluntier fuge morte, in terra o in l'acque.

Questa fu la cason che me dispiacque

venir ne i laci tui, perché il mio male

cognosco certo, ma fugir non vale

a chi soto del ciel per servir nacque.

Io ti videa divina e non umana,

e che una piaga de sì dolci sguardi

non sensa gran fatica mai si sana.

Deh, non più ormai saete e tanti dardi,

ché a un corpo morto ogni ferita è vana:

gran tempo è che m'hai morto, si ben guardi.