XXXIX
Deh, movetevi a pietade
di costoro, in caritade!
Elle son qui forestiere,
giunse ’l tempo per cammino;
(e quest’è nostro mestiere,
d’allevar, donne, il bambino)
elle son sanz’un quattrino,
e di lor pur ce ne incresce:
vo’ sapete pur che n’esce
tutto molle in veritade.
E’ bisogna raciugàllo
non c’è pezze line o lane
da potere un po’ fasciàllo
e non c’è culle né zane;
come noi son pur cristiane,
benché sieno ingravidate,
nel menare le lor pedate
e giacere su per le strade.
Son al fin de’ nove mesi,
senza guida qui condotte;
i lor corpi son sí scesi
ch’elle il faranno stanotte;
sono state in boschi e ’n grotte,
in caverne e in pantani,
le lezziscon come cani:
non fu mai tal crudeltade.
Deh, chi può, avendo dove,
ritenerle in un lettuccio,
non le lasci andar altrove:
le ’l faranno in un cantuccio,
le non han pur un benduccio,
quand’e’ piove, da mutarsi;
pur vorrebbon riposarsi
fuor di tanta povertade.