XXXV. (i) DISCESA DI CRISTO ALL'INFERNO E AL LIMBO.
Quando scendeva nelle valli inferne
Tra' suoi trionfi glorioso e forte
Cristo, e già carca di catene eterne
Dietro alle spalle si traea la morte;
Calar verso le cupe atre caverne
Satan lo vide per vie fosche e torte,
E timoroso alle spelonche interne
Con cento ferri assicurò le porte.
Ma giunse il Nume: spalancate e rotte
Caddero al suol le sbarre: le muggenti
Ne tremaron d'Averno ultime grotte:
E in suon profondo e roco entro le ardenti
Bolge s'udìan della tartarea notte
Gir bestemmiando le perdute genti.