XXXV

By Francesco Beccuti

S'io miro in ciel, veggio di sfera in sfera

mille varietà, mille colori

e 'l sole in vari alberghi e vari errori

far variamente a noi mattino e sera;

s'in terra, veggio quel che dianzi era

non esser oggi e cangiar frondi e fiori,

or con estinti or con vivaci umori,

estate, autunno, inverno e primavera:

e nostra mente negli affetti suoi

languir misera in duol tenace e rio,

s'un dolce variar non la raccoglie;

però non è chi possa unqua fra noi

o natura biasmar o 'l pensier mio,

s'in amar varie son talor mie voglie.