XXXV

By Giosue Carducci

Qual da la madre battuto pargolo

od in proterva rissa mal domito

stanco s'addorme con le pugna

serrate e i cigli rannuvolati,

tal nel mio petto l'amore, o candida

Lalage, dorme: non sogna o invidia,

s'al roseo maggio erran giocando

gli altri felici pargoli al sole.

Oh no 'l destare! l'udresti, o Lalage,

di torbid'ire fiedere l'aere

rompendo i giuochi a' lieti eguali,

dio di battaglia per me l'amore.