XXXV

By Giovanni Boccaccio

Se quella fiamma che nel cor m'accese

e or mi sface in doloroso pianto,

fosse ver me pietosa pur alquanto,

e del monstrarsi un poco più cortese,

ancora spererei trovar difese

alla mia vita, che m'è in odio tanto,

e' sospir grevi rivolger in canto

e poter perdonar le fatte offese.

Ma perché, come Febo fuggì Dane,

così costei d'ogni parte mi fugge

e niega agli occhi miei il suo bel lume,

troppo invescata in l'amorose pane

la vita mia cognosco che si strugge,

e 'l cor diventa di lagrime fiume.