XXXV

By Giovanni Della Casa

L'altero nido, ov'io sì lieto albergo

fuor d'ira e di discordia acerba e ria,

che la mia dolce terra alma natia

e Roma dal penser parto e dispergo;

mentr'io colore a le mie carte aspergo

caduco, e temo estinto in breve fia,

e con lo stil ch'a i buon tempi fioria

poco da terra mi sollevo ed ergo,

meco di voi si gloria: ed è ben degno,

poi che sì chiare e onorate palme

la voce vostra a le sue lodi accrebbe.

Sola per cui tanto d'Apollo calme,

sacro cigno sublime, che sarebbe

oggi altramente d'ogni pregio indegno.