XXXV.

By Giuseppe Parini

Non a voi sorde mura esposte al danno

E del tempo e de' casi ov'io già il piede

Libera posi, or dopo volto un anno

I giuramenti miei sacro e la fede:

A Dio ben sì che mai non pate inganno

Che nel profondo cor penetra e vede

E dovunque sieno in vario albergo e in panno

Le già devote a lui anime chiede.

Così la Vergin saggia. E dal bel velo

Le luci alzando a la sacr'ara fisse

Tutta nel volto fiammeggiò di zelo.

E allor l'Eterno in adamante scrisse

Il nobil detto che sembrò nel cielo

Novo d'astri fulgore a i guardi aprisse.