XXXV

By Lorenzo de' Medici

Se io volgo or qua or là li occhi miei lassi

sanza veder quel ben che or mi piace,

miseri lor!, già mai non truovon pace:

questo avviene a' pensier', parole e passi.

Onde pel meglio e lacrimosi e bassi

gli tengo, e la mia lingua afflitta tace,

e 'l piè nel primo suo vestigio iace,

ciascun pensiero al cor ristretto stassi.

Allor sì bella e sì gentil la veggio

drento al mio core, ove Amor l'ha scolpita,

che altro bene, altra pace più non chieggio.

Tacito e solo il mio bel cor vagheggio,

e in quel si parte e fugge con la vita:

né vivo resto o morto allor, ma peggio.