XXXV

By Niccolò da Correggio

Iubila, Morte iniqua, impia e fallace;

pianga Natura, poi che in van s'adopra;

ma tu, fenice, a lei volata sopra,

trionfa in ciel, poi che al tuo Iove piace.

Questo è il sepulcro ove il tuo corpo iace,

che marmo non cred'io il più nobil copra:

qui bellecia e onestà, qui ogni bon'opra

contumulate posan teco in pace.

Da te guidato, Amor, qui fermo il passo;

e il cor che agli occhi dice: — Ivi è sepolto

il nostro ben — l'induce a un pianto lasso;

qui trasformato d'abito e di volto

movo a pietà di me chi non è un sasso:

tal frutto, Amor, del tuo giardino ho colto.