XXXV

By Scipione Errico

Antonia sorge al dì: sparga festante

Su la cuna ogni Grazia arabo odore,

E per dar fascie a la leggiadra infante,

Scioglia dagli occhi suoi la benda Amore.

De' cigni di Parnaso un stuol cantante

Dolce applauda, e saluti il suo splendore,

Or che degli occhi suoi versa stillante

Questa nascente Aurora argenteo umore.

La beltà pargoletta, amanti arditi,

Godete pur, che dagli strai che scocca

Sete punti ben sì, ma non feriti.

Pur crescerà ben tosto, e quei vagiti

Che manda fuor la teneretta bocca

Saranno or or in vostra bocca uditi.