XXXVI

By Ascanio Pignatelli

Sovra i begli occhi, onde lucente e puro,

Come in suo cerchio, il foco tuo risplende,

Amor, sanguigna nebbia hor si distende,

E 'l tuo sereno ciel folgora oscuro;

Deh chi fia da' suoi danni unqua securo,

S' indi hor fiamma, hor tempesta in noi discende,

E chi n' accese intepidito offende,

Non men che chiaro, or tenebroso e duro?

E forse è tua pietà, che le nocenti

Fiamme nasconde, e fra turbati, e folti

Nembi contempra i raggi suoi cocenti:

Ma chi c' illustra? Ahi ch' è men danno, ardenti

Provargli ognor, che 'n tenebre sepolti

Ciechi restar de la sua luce, e spenti.