XXXVI
A mezzo giorno giace un'isoletta
fra monte Aguto e 'l bel porto Ancisano,
di ver levante quasi a destra mano
nel marin golfo, ove per valle istretta
Arno versa suo onda chiara e netta
fra ruvinosi iscogli e fertil piano,
dove l'impetüoso, aspro e profano
vento pinse una fusta mal corretta.
Rotte ha le vele, e per terra el suo tergo
si frange e si consuma e strugge e sfascia;
è disarmata in solitaro albergo.
Ruvina per le spiagge con ambascia,
per cui mi dolgo, e con lagrime aspergo
il petto, e piango la distrutta Cascia.
Ogn'uom così la lascia,
dove tornar già mai nessun fa cura,
perché veder sue ispoglie dà paura.