XXXVI

By Benvenuto Cellini

Tu che gli angeli fai lieti e contenti,

e apri a' cari tuoi dei ciel le porte,

esangue giaci; e ben fu cruda Morte

che poté far sì chiari lumi spenti.

Tu che dai legge al cielo, agli elementi,

e torni l'alme in vita fredde e morte,

le sante membra impallidite e smorte

pur hai lasciato: o tu, Padre, il consenti?

Tu, mio Signor, che a mille ciechi e sordi

hai dato luce e suono, or sordo e cieco

hai fatto il tuo mortal per mia salute?

E io, misera preda a' sensi ingordi,

pur viver bramo ancor, né voglio teco

gustar del tuo morir l'alta virtute?